IL SENTIERO CHE MI HA PORTATA QUI

Giulia Valiante

CHI SONO?

Ho sempre trovato difficile rispondere a questa domanda, perché non mi è mai piaciuto definirmi con un titolo, una professione o un’etichetta

Sento di essere, come la vita stessa, in continuo mutamento.

Se oggi dovessi scegliere una parola, sceglierei cercatrice.
Cercatrice di ciò che è vero, di ciò che nutre, di ciò che ci riporta a casa.

IL CAMMINO

Il mio percorso è nato da infinite domande, fin da piccola.
Sono nata e cresciuta a Jelsi, un piccolo paese del Molise, le mie radici. E per anni ho fatto fatica ad accoglierle.
Sono sempre stata una persona con la testa tra le nuvole, con tanta voglia di volare e poca di radicarmi.
Anche per questo, per molto tempo, ho sentito il bisogno di andare lontano.

Quando avevo tredici anni io e la mia famiglia ci siamo trasferiti a Nonantola, un paese molto più grande. Allontanarmi da ciò che conoscevo, per la Giulia di allora, fu inizialmente un sollievo.
Da ragazza, ero profondamente sommersa dal rumore del mondo. Assorbivo pensieri, aspettative ed emozioni senza sapere ancora distinguere ciò che veniva da me da ciò che arrivava da fuori.
Mi sentivo lontana da me stessa. Non mi sapevo ascoltare, e i miei occhi percepivano il mondo attraverso una prospettiva fatta di tante ombre.

Intorno ai diciotto anni ho incontrato la meditazione.
Non fu amore a prima vista.
La guardavo con diffidenza, senza capire davvero cosa potesse avere a che fare con me.
Eppure, in quel periodo, portavo dentro di me tanta rabbia; e fu proprio quel tumulto a spingermi verso qualcosa che ancora non comprendevo, ma che sentivo di dover incontrare.

Piano piano ho iniziato ad accorgermi che il silenzio non era vuoto
e che fermarmi non significava perdere tempo. Significava iniziare
ad ascoltare. Da quel momento è iniziato un viaggio.

Dopo il diploma, ho scelto di imparare soprattutto attraverso l’esperienza:
viaggiando, lavorando, vivendo lontano da ciò che conoscevo.
Due mesi a Bali, sei in Grecia, un anno in Australia.
Luoghi diversi, persone diverse, versioni diverse di me;
ho iniziato a vedere la bellezza in ciò
che prima mi sembrava grigio,
imparando a guardare oltre le apparenze.
Ogni partenza mi ha chiesto di lasciare
qualcosa e ogni ritorno mi ha restituito
un pezzo di me che ancora non conoscevo. 

IL CORPO COME CASA

Nel 2023, durante la mia esperienza in Grecia, ho incontrato lo Yoga.
Ero in un momento di grande confusione e il rapporto con il mio corpo era tutt’altro che semplice.
All’inizio ogni pratica sembrava una lotta: non riuscivo a sentirmi presente, ogni movimento mi faceva sentire inadeguata.
Nonostante il senso di lotta interiore, continuavo a cercare di percepire qualcosa di più profondo.

E quella ricerca ha iniziato a passare anche attraverso il corpo. Ricordo una connessione, in particolare, in cui mi sono sentita completamente parte dell’acqua.
Galleggiavo nuda lasciandomi travolgere dalle dolci onde del mare. Sott’acqua tutto diventava ovattato: il mondo perdeva la sua voce e rimanevano il movimento del corpo e quel suono muto e misterioso dell’acqua.
Per qualche istante non c’era più separazione tra me e ciò che mi circondava. Mi sentivo un tutt’uno con l’universo.
Non sapevo ancora dare un nome a quella sensazione, ma oggi penso sia stato uno dei primi momenti in cui ho percepito l’energia in modo così nitido. Come se, per la prima volta, avessi fatto abbastanza silenzio da poter ascoltare ciò che il mio corpo mi stava dicendo da sempre.

Ma quella percezione non ha trasformato tutto da un giorno all’altro. Il cambiamento non è stato lineare. È arrivato come una spirale. Ci sono state cadute, distanze, ritorni; momenti in cui mi sentivo vicina a me stessa e altri in cui quella connessione sembrava svanire di nuovo.

IL RICHIAMO DELLA TERRA

In Grecia mi sono sentita parte dell’acqua.
Nel 2024 in Australia ho incontrato la terra. Lontana da casa, ho iniziato ad avvicinarmi sempre di più alla natura. Ho iniziato a guardare la Terra non solo come il luogo in cui viviamo, ma come la casa che ci nutre, iniziando a riconoscerne la magia.
Dopo il primo anno, qualcosa mi stava richiamando a tornare.
Era un’intuizione. E questa volta ho scelto di ascoltare il mio cuore.

Solo dopo ho capito che quel ritorno aveva aperto un sentiero che ancora non conoscevo: la Naturopatia.
Quella curiosità per le piante, i ritmi della natura e per un modo più consapevole di prenderci cura di noi e del mondo non era nata dal nulla; era un segnale.
Oggi fa parte del mio percorso di formazione e mi sta aiutando a dare forma a un desiderio che mi accompagna da anni: comprendere più a fondo ciò che ci nutre, dentro e fuori di noi.

LA VIA DELLA LUPA

La Via della Lupa nasce:
dalla Bimba che ha sempre cercato qualcosa oltre le strade già tracciate,
dalla Ragazza che ha avuto bisogno di allontanarsi per potersi ascoltare,
dalla Donna che oggi sceglie di tornare a ciò che sente.
La LUPA per me rappresenta l’intuito ancestrale che sa quando
è tempo di andare e quando è tempo di fermarsi;
la capacità di attraversare il bosco anche quando il sentiero non è visibile.
Il branco, ma anche la solitudine necessaria per sentire la propria voce.

Qui si incontrano ciò che sto studiando, ciò che sto vivendo e ciò che desidero scoprire.
Oggi ci sono lo Yoga e la Naturopatia, ma il cammino non si ferma qui.
In questo spazio voglio condividere le pratiche che esploro lungo il cammino e che mi aiutano a tornare al corpo. Gli esperimenti, gli errori e tutto ciò che continua a trasformarmi.
Perché credo che stare bene non significa trovare un equilibrio definitivo, ma coltivare, giorno dopo giorno, l’ascolto interiore.

Il resto del cammino? Lo scopro un passo alla volta, lasciando che sia il cuore la mia bussola. 
Benvenuta sulla Via della Lupa.

SHANTI@LAVIADELLALUPA.IT

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